La Donna nel Mediterraneo
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Amina al-Sayd contro il velo

Il Corano ordinerebbe soltanto di coprire con un velo la scollatura del petto e di evitare un tipo di abito volgare, visto che la donna nel periodo della Djhiliyyah (periodo preislamico) portava un ampio velo sulla sua schiena e lasciava scoperta la parte davanti fino al seno. Questo concetto, riportato nell’articolo del quotidiano egiziano “Al-Ahram” (5 giugno 2002), viene ribadito anche da Amina al-Sayd.

Amina al-Sayd appartiene alla prima generazione di femministe egiziane, ed è stata una delle prime donne giornaliste del mondo . Ecco la sua opinione riguardo al velo islamico:

“Il giorno in cui ci siamo strappate il velo (Huda al-Sharawi, Cairo 1923) è stato il nostro primo passo sulla via dell’emancipazione. Sono state aperte delle scuole femminili dove veniva impartito lo stesso insegnamento che ai ragazzi, poi ci sono state le scuole secondarie, l’università, gli impieghi conformi e i diplomi conquistati; tutto questo grazie a quel velo strappato! Cinquant’anni di lotte per arrivare a questo punto! Quando ero giovane duaraborante le manifestazioni contro il velo sono stata picchiata dalla polizia, sono stata frustata. Tutta la nostra vita abbiamo vissuto per questa causa!” .

Riprendendo il pensiero delle Muhadjdjabah (le donne velate), lo contesta sostenendo: “Potete leggere il Corano una, due, tre volte, non troverete mai una sola descrizione della divisa islamica femminile. Il Corano chiede alla donna solo di essere degna e decente. All’inizio le donne avevano vestiti scollati (...) il Corano le esortava a coprirsi il seno quando portavano il costume tradizionale. Noi non siamo obbligate a fare questo o a portare quello”.
Debora Avolio
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