La Donna nel Mediterraneo
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Una rivista per "muhadjdjabat"

"Anaka ua hishma" (Finezza e Pudore) è una vera e propria rivista di moda per muhadjdjabah (donne velate).

Dal vestito da pomeriggio a quello perlato da sera, dai vestiti da casa allo jogging al costume da bagno: fotografie di modelle velate si sfogliano tra le pagine di questa rivista egiziana a cadenza mensile.

"Gli accostamentoi più inverosimili che combinano il vestito al cappello, una gonna scozzese o a pieghe al pantalone [...] Così la muhajjaba sportiva è fotografata sul campo da tennis con la racchetta in mano in un jogging rosa fuxia, i capelli cinti da un hijab rosa pallido sul quale viene a sovrapporsi un caschetto grand look senza dimenticare l'indispensabile paio di occhiali dalle lenti affummicate. Quanto al costume da bagno [...] è composto di due pezzi ed unisce una combinazione che ricorda quella dei sub con una veste a pieghe che arriva al ginocchio. La legenda della foto precisa che la stoffa usata non si deforma a contatto dell'acqua" .

Hinde Taarji, nel suo libro Le donne velate dell'Islam, ci racconta il suo incontro con la caporedattrice di questa rivista.

"Ma la funzione dell'hijab - domanda l'autrice - non è quella di permettere alla donna di muoversi con discrezione e di attenuare la sua naturale bellezza anziché, come fanno i vostri modelli, di metterla in rilievo proprio per attirare l'attenzione?

Se, adesso, in questa sala da tè, passasse un uomo tutto stracciato attirerebbe l'attenzione, non è vero? - risponde Kariman, la creatrice della linea e della rivista - Tutto può attirare l'attenzione, non è vero? L'Islam, da parte sua, l'attira con la purezza, la finezza, la bellezza...Il Profeta l'ha detto 'Dio è bello. Egli ama la bellezza'. La bellezza non è prescritta nell'Islam; è 'el fitna' che è condannabile.

'El fitna' è il turbamento provocato in un uomo dalla vista dell' "awra" della donna. L' 'awra' è tutto ciò che sveglia il suo desiderio sessuale. Il corpo femminile è considerato interamente 'awra' ad esclusione del viso e delle mani. Si ritiene, per esempio, che i capelli siano elementi di 'fitna'. Ma una volta che la parte 'awra' è nascosta, niente impedisce a una donna di essere bella perché l'Islam non le chiede di diventare una monaca. Non c'è rigidità nell'Islam. L'Islam è semplice. Non ha definito una forma particolare di abbigliamento. La tenuta pakistana, la veste sudanese, la 'gellaba' della contadina egiziana, tutti questi sono costumi islamici perché ricoprono ciò che è 'awra' " .

I modelli di Kariman vengono esportati soprattutto nei paesi del Golfo, ma anche in Francia, in Inghilterra, in Germania e in cinque stati degli USA.

Debora Avolio



Hinde Taarji, Le donne velate dell'Islam, Essedue Edizioni, 1992, p. 64;
Hinde Taarji, Le donne velate dell'Islam, Essedue Edizioni, 1992, pp. 64-65;
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