La Donna nel Mediterraneo
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Il velo nella letteratura "islamista": Bint al-HoudÔ

Tra le scrittrici che fanno parte di questa corrente islamista ricordiamo in particolar modo Bint-al-HoudÔ, sciita irachena. Pare che sia nata intorno al 1930, e fu assassinata, probabilmente dal partito Bat, nel 1980.

In genere i suoi romanzi sono costruiti con un intrigo molto semplice, che si risolve in un felice matrimonio come ricompensa della devozione religiosa.
Come spiega il critico Chibli Mallat, nel suo articolo "Le fÚminisme islamique de Bint al-HoudÔ" (Il femminismo islamico di Bint al-HoudÔ), 1987, l'eroina buona trionfa contro la cattiveria del mondo e dei suoi abitanti che sono sedotti dallo splendore della vita facile, e contaminati dal "microbo straniero" dei valori malati dell'Occidente.
Il messaggio che vuole trasmettere Bint-al-HoudÔ Ŕ la messa in pratica dei valori islamici ai quali deve identificarsi la donna orientale contemporanea.

La donna Ŕ al centro dell'azione: discreta e riservata, non si mischia mai agli stranieri, conduce una vita familiare con devozione e semplicitÓ, contrastante alla vita di lusso che rovina la vita delle anti-eroine malate dell'Occidente. La donna musulmana legge molto, si occupa dei lavori domestici, senza per˛ essere succube del marito. Lei Ŕ l'educatrice dei bambini ed ha la serenitÓ della fede.

La visione politica di Bint al- HoudÔ Ŕ fondata su una opposizione violenta ai sistemi venuti dall'estero: il rifiuto del socialismo e del capitalismo e dei valori che ne derivano, di qui la polemica contro il trucco, le minigonne e le camicie scollate.

Nel suo romanzo La Vertu triomphe (La virt¨ trionfa) affronta dei temi molto significativi, come quello del velo. Ecco, ad esempio, alcuni dialoghi tra Naqa (il cui nome significa purezza) che Ŕ l'eroina virtuosa e istruita (ha infatti conseguito un dottorato in Francia) e promessa sposa a Ibrahim, e quest'ultimo (anch'egli virtuoso e istruito):

" [Naqa] : - Immagine-toi Ibrahim ! Parmi nos jeunes filles induites en erreur, certaines avancent comme exemple de l'humiliation infligÚŔ aux droits de la femme musulmane la question du voile, et le fait qu'il lui est imposÚ, alors qu'il n'est pas exigÚ pour l'homme .

[>Ibrahim] :- Ces propos ne sont que la reprime de la propagande ÚtrangŔre. La vÚritÚ c'est que, dans la loi islamique, le voile n'est pas demandÚ uniquement pour la femme ; mais, comme la femme exerce une plus forte attirance ['Sihr' , magie] et une influence plus profonde que l'homme, son voile est plus enveloppant, et son port plus rÚpandu que chez l'homme ". traduzione

Debora Avolio



Chibli Mallat, avril-mai-juin 1987, "Le fÚminisme islamique de Bint al-HoudÔ ", in Maghreb-Machrek, n░116, p.50;
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