La Donna nel Mediterraneo
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Le Islamiste e velo

Le islamiste difendono in modo particolare il velo. Molte donne musulmane hanno scelto il velo come simbolo dell'islamizzazione, e come l'aspetto pubblico della loro posizione riformatrice.

Esse affermano che il velo permette loro di essere osservatrici e non osservate, le libera dai dettami delle industrie della moda e dalle richieste del mito della bellezza.

Nel contesto delle strutture patriarcali che modellano la vita delle donne, il velo è un mezzo per baypassare la molestia sessuale, e quindi per ottenere rispetto.
In Iran, è considerato un mezzo per liberarsi dalla condizione dell'essere "schiave dell'imperialismo" e facilita la piena partecipazione alla vita pubblica.

Riporto qui di seguito un pezzo dell'intervista fatta a Samira, una giovane donna Muhadjdjabah, ovvero velata, che aderisce al movimento islamico sciita degli ›izballah (Partito di Dio) in Libano. Questa intervista è stata presa dal libro Le donne velate dell'Islam di Hinde Taarji:

"All'inizio, le donne erano perplesse nei confronti dell'hijab perché temevano di sembrare delle creature timide e timorate. Invece si produce proprio l'effetto contrario. La mussulmana "multazima" [impegnata] con l'hijab si libera della paura ed è perciò più forte di quella che non lo porta.

Noi siamo tutte istruite - continua con fierezza - siamo entrate all'università armate della nostra convinzione. Adesso, a differenza del passato, difendiamo con forza le nostre opinioni.

Un tempo la donna non si esprimeva perché era oppressa dalla Tradizione, non dall'Islam. Il padre, con il pretesto della religione, obbligava la figlia a restare in casa. L'Islam non ha mai voluto questo. Grazie all'Islam la donna ha avuto la possibilità di scendere in strada. Sayeda Kadija, la prima moglie del Profeta, non si recava forse al mercato per trattare gli affari?

Le donne evitavano l'Islam perché lo credevano responsabile della tirannia del padre, del fratello, del marito. Il giorno in cui hanno capito che invece le liberava, lo hanno accettato".


Debora Avolio



Hinde Taarji, Le donne velate dell'Islam, Essedue Edizioni, 1992, p.179;
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