La Donna nel Mediterraneo
Editoriale
le storie Il velo
le storie La storia
- Luoghi e popoli
cronaca Le Parole
le storie Le storie
cronaca Cronaca
- Immagini
opinioni Legislazione italiana
opinioni Opinioni
Materiale didattico
Corriere.it

10 febbraio 2004


La normativa duramente contestata dai musulmani

Francia: la Camera approva la legge anti-velo

Il provvedimento sui simboli religiosi sta per diventare legge: sarà proibito ostentare le proprie credenze a scuola

PARIGI (FRANCIA) - Sarà definitivamente legge solo dopo un passaggio al Senato. Tuttavia dopo l'esito della votazione alla Camera, 494 voti a favore, 36 contrari e 31 astensioni si può ormai considerare passata la proposta di legge di bandire simboli religiosi nelle scuole della Francia, più generalmente nota come il divieto del velo che ha suscitato un'enorme polemica in tutto il mondo islamico.

LA NORMA - Il provvedimento proibisce non solo alle studentesse islamiche di indossare il velo, ma in generale a tutti gli studenti di esibire simboli religiosi come, ad esempio, la kippah ebraica.
Musulmani in manifestazione a Parigi contro la legge anti-velo(Ansa)
Gli studenti di scuole private ed istituti francesi fuori dal territorio nazionale, non saranno coinvolti dalla legge. Le sanzioni per chi non si adeguerá al provvedimento varieranno dalla sospensione temporanea della frequenza all'espulsione dalla scuola.

PROVVEDIMENTO CONTROVERSO - L'esecutivo ha tenuto più volte a sottolieare che il provvedimento non mira a colpire alcuna religione, ma a riaffermare la laicità dello Stato. «Si tratta di affermare con chiarezza che la scuola pubblica è un luogo dove si va per imparare e non per fare attività militante o proselitismo», ha detto il presidente dell'Assemblea, Jean-Louis Debre.
Il passaggio chiave della legge recita: «È vietato nelle scuole primarie e secondarie indossare simboli o indumenti che ostentino l'appartenenza religiosa». La questione va al cuore dell'immagine che la Francia ha di se, vale a dire di uno Stato laico che vuole tenere lontana la religione dalle scuole e dai servizi pubblici per evitare discriminazioni e posizioni dominanti.
Ma i leader dei cinque milioni di musulmani che vivono in Francia denunciano proprio l'intento discriminatorio del provvedimento che, peraltro, ha avuto critiche dai leader dell'Islam all'estero e anche dai cattolici e dallo stesso Papa Giovanni Paolo II.

10 febbraio 2004
Soluzioni informatiche Sibilla NetSibilla Net