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10 febbraio 2004

Passa all'Assemblea la legge sulla laicità dello Stato
Governo e opposizione uniti: vietato ostentare simboli religiosi
Francia, nelle scuole pubbliche
al bando il velo islamico

Manifestazione contro
la legge sul velo islamico
 
PARIGI - La Francia mette al bando dalle scuole pubbliche il velo islamico e tutti gli altri simboli "manifesti". A stragrande maggioranza, con 494 voti a favore e 26 contro, l'Assemblea nazionale ha approvato oggi pomeriggio la legge. I socialisti, principale forza dell'opposizione, hanno votato compatti con la maggioranza di centro-destra.

La legge sulla laicità passa adesso al Senato, che la esaminerà a partire dal 2 marzo. Il divieto dei simboli religiosi in classe dovrebbe scattare dal prossimo anno scolastico.

La cosiddettà Legge della laicità vieta l'ostentazione di simboli religiosi come il velo islamico per le donne, ma anche il crocifisso dei cristiani, la kippah (lo zuccotto ebraico) e il turbante dei sikh. Gli studenti di scuole private e istituti francesi fuori dal territorio nazionale, non saranno coinvolti dalla legge. Le sanzioni per chi non si adeguerà al provvedimento varieranno dalla sospensione temporanea della frequenza all'espulsione dalla scuola.

La legge, fortemente osteggiata dalla comunità islamica, è stata voluta dal presidente Jacques Chirac - e appoggiata dall'opinione pubblica francese - per arginare le forti tensioni tra minoranze musulmana ed ebraica nelle scuole.

Il governo ha tenuto più volte a sottolineare che il provvedimento non mira a colpire alcuna religione, ma a riaffermare la laicità dello Stato. "Si tratta di ribadire con chiarezza che la scuola pubblica è un luogo dove si va per imparare e non per fare attività militante o proselitismo", ha detto il presidente dell'Assemblea, Jean-Louis Debre.

Il passaggio chiave della legge recita: "E' vietato nelle scuole primarie e secondarie indossare simboli o indumenti che ostentino l'appartenenza religiosa".
La questione va al cuore dell'immagine che la Francia ha di sè, vale a dire di uno Stato laico che vuole tenere lontana la religione dalle scuole e dai servizi pubblici per evitare discriminazioni e posizioni dominanti.

Ma i leader dei cinque milioni di musulmani che vivono in Francia denunciano proprio l'intento discriminatorio del provvedimento che, peraltro, ha avuto critiche dai leader dell'Islam all'estero e anche dai cattolici e dallo stesso Giovanni Paolo II.

(10 febbraio 2004)
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