La Donna nel Mediterraneo
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Risoluzione del matrimonio per volontà del marito

Il marito può provocare la fine del matrimonio con una semplice dichiarazione di ripudio (talaq). Non è necessario che tale dichiarazione sia motivata, né che la donna ne sia informata o presente al momento della dichiarazione. Inoltre, il marito può dare mandato ad una persona di sua fiducia per pronunciare la formula del ripudio. Per quanto riguarda gli effetti bisogna distinguere tra:
  • il matrimonio non consumato;
  • il matrimonio consumato.
Se il ripudio è stato pronunciato prima della consumazione effettiva del matrimonio, esso ha effetto immediato e non è revocabile a volontà del marito. La donna, inoltre, non deve osservare il ritiro legale e avrà diritto alla metà del dono indicato nel contratto nuziale e non ha diritto né all'alloggio né al mantenimento. Se il ripudio è stato pronunciato dopo la consumazione del matrimonio, la donna deve osservare il ritiro legale (per un periodo di tre mesi), ha diritto al mantenimento e a restare nel domicilio coniugale. Entrambi i coniugi non possono, durante il ritiro legale, contrarre un nuovo matrimonio. Il ripudio è sempre revocabile a volontà del marito. Il ripudio diventa definitivo se, trascorso il periodo del ritiro legale, il marito non lo revoca.
Da quel momento egli non ha più facoltà di revocare il ripudio e la donna è libera di passare a nuove nozze.
Il matrimonio si considera, perciò, sciolto; i due coniugi potrebbero riprendere la vita coniugale qualora stipulassero un nuovo contratto ed un secondo mahr. Accanto al ripudio semplice, esiste un'altra forma di ripudio: il ripudio triplice (talaq thulathi). Esso consente al marito di pronunciare la formula di ripudio per tre volte di seguito.
Esso scioglie con effetto immediato il vincolo coniugale, la donna inizia il ritiro legale, ha diritto, per il periodo del ritiro, a restare nell'alloggio coniugale, ma non al mantenimento (salvo che sia incita). Il matrimonio sciolto con il triplice ripudio non può essere reintegrato, se prima la donna non sia stata sposata con un altro uomo ed abbia effettivamente consumato il matrimonio con il nuovo marito. Il diritto malichita annoverata tra le forme di scioglimento per volontà del marito anche l'ila e lo zihar. L'ila è il giuramento di astinenza secondo il quale l'uomo giura di astenersi dai rapporti sessuali con la moglie.
Esso può essere tacito e risultare dal fatto che egli si sia astenuto dai rapporti coniugali per più di quattro mesi.
Trascorsi i quattro mesi, la moglie può chiedere al giudice o di reintegrare i rapporti coniugali o di costringere il marito a darle ripudio.Se invece il marito decide di reintegrare autonomamente i rapporti coniugali, dopo aver compiuto l'atto sessuale, egli deve un'espiazione, poiché viola un giuramento fatto (di solito deve digiunare per due mesi). Lo zihar è una forma di ripudio in cui il marito paragona la moglie ad una donna a lui proibita, dicendo, per esempio, "Tu sei per me come la schiena (zihar) di mia madre" , interdicendo in questo modo ogni rapporto sessuale con la moglie. Esso può essere revocato dal marito il quale deve anche compiere un'espiazione. Il giudice assegna al marito un periodo massimo di quattro mesi per revocare lo zihar. Se nel giro di quattro mesi egli non lo revoca, la moglie può chiedere al giudice di sciogliere il matrimonio.
Pronunciata la sentenza di scioglimento del matrimonio, la donna inizia il ritiro legale. Il marito ha facoltà di riprendere la moglie anche dopo la sentenza di scioglimento del giudice, purché non sia terminato il periodo del ritiro legale.


Gennaro Errichiello

Aluffi Beck-Peccoz R. (a cura di), Le leggi del diritto di famiglia nel stati arabi del Nord-Africa, Edizioni della Fondazione Giovanni Agnelli, Torino, 1997, p. 6.
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