La Donna nel Mediterraneo
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Intervista a Aisha

Aisha è una ragazza marocchina di 32 anni. È nata a Casablanca, una delle maggiori città del Marocco. E' diplomata e nel suo Paese lavorava come commessa in una farmacia. Ora vive in Sicilia e lavora come collaboratrice domestica, ma ho saputo che i suoi genitori non sanno di questo suo lavoro. E' venuta in Italia per seguire l'uomo con cui ora convive e che ha conosciuto in Marocco. Lui è siciliano, di religione cristiana ed è molto più grande di lei. Hanno una bambina di 4 anni. Non sono sposati perché lui non ha voluto convertirsi alla religione islamica, e l'islam vieta ad una donna musulmana di sposarsi con un uomo di un'altra religione.

Aisha è una ragazza molto carina, discreta e dolce. Nonostante sia musulmana non porta il velo e veste con abiti occidentali. Quando venne a trovarmi a casa indossava pantaloni neri con sopra un twinset azzurrone e portava scarpe a punta: secondo la moda del momento. L'ho conosciuta per caso, ma abbiamo subito instaurato un rapporto di amicizia. Riporto qui di seguito l'intervista che le ho fatto nel mese di dicembre del 2003. Le ho chiesto principalmente di parlarmi del rito nuziale in Marocco, ma poi abbiamo toccato, anche se non approfondito, anche altre tematiche, quali quella del velo e del rapporto con i propri genitori.

Debora Avolio


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L'islam vieta ad una donna musulmana di contrarre matrimonio con un uomo di una confessione religiosa diversa. Al contrario ad un uomo di religione islamica è consentito contrarre matrimonio con una donna di religione cristiana od ebrea. Questo perché, nel contesto di una società patriarcale come quella araba, i figli seguono il lignaggio del padre e non della madre. Ciò significa che erediteranno lo status sociale del padre e seguiranno la stessa confessione religiosa di quest'ultimo. Il cristianesimo e l'ebraismo vengono considerate dall'islam come religioni ispirate ad un autentico testo sacro, anche se i loro seguaci, tradendone lo spirito, hanno col tempo operato una vera e propria alterazione del testo. Pertanto i cristiani e gli ebrei sono esplicitamente menzionati nel Corano come "gente del libro", e sono legittimati a conservare la propria legge anche una volta che la fede islamica abbia conquistato le loro terre, a patto di osservare determinate condizioni.
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