La Donna nel Mediterraneo
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Secondo giorno: Dokhlah

Andai alla festa anche il giorno dopo, ovvero quello della "Dokhlah". L'atmosfera era come quella del giorno precedente: canti e danze. Questa volta, perō, la sposa indossava il vestito bianco e tutti i gioielli che le aveva regalato lo sposo il giorno precedente. Era pių tesa del giorno prima. Ad un certo punto, di nuovo il brusio: le invitate salgono sulle sedie, si coprono, ma questa volta perché entra il padre della sposa con il fratello. Questo č, infatti, il giorno in cui la sposa lascia la casa del padre per andare per sempre in quella del marito. La tradizione vuole che, prima che questo accada, i maschi della sua famiglia le regalino qualcosa. Il padre e il fratello si avvicinano al "ludj"Sorta di trono, posto su un ripiano rialzato, dove siede la sposa durante la festa. dove c'č la sposa: il primo le regala dei soldi, il secondo un anello d'oro. Questo, naturalmente, tra "zaghrudah"Grido tipico delle popolazioni arabe, in segno di gioia e applausi. Poco dopo, entrano in casa la madre dello sposo con alcune delle sue parenti, cantando e danzando, seguite dallo sposo che va a sedersi vicino alla sposa. Tutti applaudono e cantano. Dopo un po', la madre dello sposo fa scendere dal "ludj" entrambi i festeggiati che, evidentemente imbarazzati, tenendosi per mano, ballano, girando attorno a loro stessi. Li imitano anche il fratello della sposa con la fidanzata (che č a sua volta la sorella dello sposo).

E' arrivato il momento di andare: lo sposo porta la sposa a casa sua, dove si sta ancora svolgendo l'altra festa parallela. Tutte noi usciamo per salutare la sposa che da lė a poco sarebbe diventata "donna", quando, a casa di lui, sarebbe avvenuta la consumazione del matrimonio. Alcune delle parenti della festeggiata piangono, la madre, evidentemente commossa, le fa le ultime raccomandazioni. Quindi la sposa va via, seguita da una fila di macchine, con dentro alcune delle sue parenti pių strette, che suonano il clacson per evidenziare al paese il suo passaggio. Per noi la festa č finita.
Il giorno dopo, a pranzo, per i parenti dello sposo, ci sarā il"mansef".

Debora Avolio



Il "ludj" č una sorta di trono, posto su un ripiano rialzato, dove siede la sposa durante la festa.
Una sorta di grido tipico delle popolazioni arabe, in segno di gioia.
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