La Donna nel Mediterraneo
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Primo giorno: Henna e Dhahab

La sposa, una ragazza di 24 anni, era seduta sul "ludj": una sorta di trono con uno schienale color rosso e bianco. Era situato su un piano rialzato e accostato ad uno dei muri della stanza. In questo modo la sposa sembrava dominare sui festeggiati, proprio come una regina. "Al-arusah" (il termine arabo per indicare "la sposa") indossava un vestito da sera color bianco e verde e, contrariamente alle invitate, non portava alcun gioiello.

Scendeva solo raramente dal trono. Sembrava un po' tesa e spesso si estraniava, ma, quando qualcuno la chiamava, era sempre sorridente. Le ragazze pių giovani, di tanto in tanto, intonavano delle canzoni tradizionali in onore della sposa, e alcune di loro, dopo aver indossato un foulard alla vita, a turno ballavano una danza araba.

Una ragazza, spento lo stereo, cominciō a suonare il bonghetto. Le altre, chiudendosi a cerchio intorno alle ragazze che ballavano, battevano le mani, emanavano dei gridi, facevano la "zaghrudahUna sorta di grido tipico delle popolazioni arabe, in segno di gioia." e dicevano "Aywah, aywah!", che č un modo dialettale per dire "si". C'era molta confusione.
Alcune delle donne della casa passavano, di tanto in tanto, con dei vassoi colmi di dolci tipici, di caramelle o di bevande (generalmente coca cola, aranciata e sprite), oltre naturalmente all'immancabile tč arabo, attente a non farli cadere nella confusione. Tutte le invitate, quindi, si affrettavano a prendere il contenuto dei vassoi.

Intanto i bambini mi tiravano per le mani, mi sorridevano, mi circondavano incuriositi, mi chiamavano, mi salutavano e mi chiedevano come mi chiamassi in lingua inglese.
Spesso andavano fuori e osservavano l'interno della casa aprendo le finestre e spostando le pesanti tende che le coprivano. Alcune signore li rimproverarono e richiusero le tende: fuori c'erano gli uomini, e non era bello che vedessero l'interno della casa dove c'erano le donne che ballavano e che indossavano vestiti scollati.

Henna e Dahab

Debora Avolio



Una sorta di grido tipico delle popolazioni arabe, in segno di gioia.
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