La Donna nel Mediterraneo
Editoriale
- Il rito
le storie La storia
le storie Luoghi e popoli
cronaca Le Parole
le storie Le storie
- Cronaca
- Immagini
legislazione Legislazione italiana
le storie Opinioni
Materiale didattico
Il matrimonio Arbëreshë

Nella seconda metą del XV secolo nuclei di esuli albanesi, costretti ad abbandonare la loro patria a seguito dell'invasione turca, hanno costituito in molti luoghi del Sud Italia eparchie o diocesi di rito bizantino. Le regioni dove tali paesi sono stati fondati sono la Calabria, la Basilicata, la Sicilia e la Puglia.

In queste localitą italo-albanesi i costumi si sono mantenuti inalterati, perché i loro abitanti si sono mostrati refrattari ad ogni contaminazione; perciņ, chi conosce la lingua, gli usi e le tradizioni dell'Albania qui puņ ammirare, se fortunato, gli ormai rari, variopinti e sgargianti costumi delle donne, le loro danze travolgenti o i loro canti marziali.

Per avere un'idea dei costumi italo-albanesi bisognerebbe trovarsi in qualcuno di questi paesi in occasione delle feste patronali o in altre circostanze tradizionali, per assistere alle danze caratteristiche, condotte con grande abilitą e con lo sfolgorio di vesti sfarzose e variopinte, adorne di talloni d'oro e di trine finemente ricamate.
Ma, per avere una nozione esatta del costume italo-albanese, sarebbe opportuno assistere allo svolgimento di una festa nuziale tradizionale.

A casa…
Il matrimonio degli Arbėreshė finora ha rappresentato un punto forza di difesa, perché fa da veicolo per tramandare i principi, la mentalitą e pił in generale la cultura arbėreshė alle nuove generazioni. Anche per il motivo etnico intrinseco ad un avvenimento cosģ importante, la celebrazione del matrimonio diventa un fattore sociale di rilievo e viene celebrato con la massima solennitą tra i colori del tradizionale costume femminile, tra i riti maestosi di sapore orientale e i canti che per tale circostanza manifestano grande capacitą espressiva. Il matrimonio presso gli italo-albanesi č ricco di suggestive cerimonie, da quelle prettamente liturgiche che riflettono il mondo orientale, a quelle popolari molto significative ed espressione della mentalitą di questo popolo. In genere le nozze albanesi vengono celebrate domenica, ma č antica tradizione andare a fare visita agli sposi il giovedģ precedente. In questa circostanza gli amici divisi in due cori manifestano ai fidanzati con melodie armoniose tutta la loro gioia per il felice avvenimento. Il giorno del matrimonio gli invitati si riuniscono sia nella casa della sposa che in quella dello sposo. Un coro di donne mentre aiuta la sposa a pettinarsi e a vestirsi con i sontuosi costumi albanesi canta alcuni versi. Poi, la sposa viene adornata con un copricapo di velluto o di seta ricamata che le copre le trecce annodate dietro la nuca. Questo ornamento si chiama keza ed č distintivo dello stato coniugale. A questo punto il coro delle donne la invita ad alzarsi, ed alcuni colpi di fucile annunziano l'arrivo dello sposo che č venuto a prendere la sposa per condurla in chiesa. La porta della casa della sposa viene chiusa e si simula, pertanto, un conflitto tra i parenti e amici di lui e quelli della sposa. Dopo varie sfide reciproche, lo sposo trova sulla soglia di casa il padre della sposa, il quale con il fazzoletto in mano dice allo sposo:

Ti skamandilin do o nusen? (Tu vuoi il fazzoletto o la sposa?)

Lo sposo risponde: U dua nusen (Io voglio la sposa).

Ad un colpo di fucile si spalanca la porta ed entrano per primi lo sposo e i due paraninfi. Il coro di donne invita la sposa a prendere commiato dai parenti e dopo aver ricevuto la benedizione dai genitori (uraten), accompagnata dai compari, dal fratello maggiore o dal padre esce da casa, seguita dallo sposo anch'egli accompagnato da parenti e amici.

In chiesa…
In chiesa si svolge la cerimonia secondo il rito bizantino, ricco di simbolismi e di azioni suggestive. La cerimonia si compone di due riti ben distinti:
il rito degli anelli che anticamente si celebrava separatemente e stava a significare il fidanzamento e il rito dell'incoronazione che si fa subito dopo, e consiste nell'imposizione delle corone agli sposi. Dopo che il papąs ha ricevuto l'assicurazione dei fidanzati di volere contrarre matrimonio liberamente, li benedice e avviene lo scambio degli anelli che sta a significare la scambievole consegna del destino e della fedeltą assoluta. Il rito dell'incoronazione č il cuore dell'azione liturgica. Mentre viene incoronato lo sposo con una corona di fiori d'arancio, il papąs dice che egli sta ricevendo la sposa come corona, altrettanto si fa per la sposa. Le corone vengono scambiate per tre volte dal sacerdote e poi dai testimoni. In segno della nuova unione, poi, il sacerdote porge da bere del vino agli sposi in uno stesso bicchiere che subito dopo viene frantumato, quale simbolo della totale ed esclusiva fedeltą perenne. Quindi, gli sposi, preceduti dal papąs e seguiti dai testimoni fanno un triplice giro attorno al tavolo dove č posto il Vangelo in segno di gioia, mentre canta l' "Isaia", che simboleggia la sacra danza con cui presso tutti i popoli antichi si soleva accompagnare ogni solennitą religiosa. Terminata la funzione si ricompone il corteo e lo sposo prende per il braccio la sposa e la conduce nella nuova casa. Qui si svolge il banchetto nuziale echeggiante di vjershė e di canti augurali dedicati agli sposi. A Civita, in Calabria, viene cantata la vallja, la classica danza degli albanesi che si esegue tenendosi per mano e cantando in coro formato da tutti i convitati per onorare gli sposi. In questa circostanza viene cantata la rapsodia "Kostandini i vogėlith" (Costantino il piccolo). La rapsodia č densa di accenni commoventi e i motivi in essa presente rispecchiano in tutto i principi del codice Kanun di Lek Dukagini che rappresenta la legge tradizionale degli albanesi. La festa del giorno del matrimonio continua fino a notte inoltrata e quando alla fine gli invitati che hanno fatto ritorno a casa e dappertutto domina il silenzio, un gruppo di amici degli sposi fa arrivare alle loro orecchie le note melodiose di tipici vjershė.

Silvia Colona
Soluzioni informatiche Sibilla NetSibilla Net