La Donna nel Mediterraneo
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L'abbigliamento della sposa

Non sappiamo se ci fosse un abito nuziale ben preciso prescritto dalla tradizione: le fonti, infatti, presentano diverse combinazioni di abiti e colori, il che fa pensare ad una certa libertā. Esiodo, ad esempio, quando ne La Teogonia descrive la vestizione di Pandora, che va sposa ad Epimeteo, ce la presenta con una veste bianca fermata alla vita da una cintura, un velo ed una corona d'oro, ed Euripide nell' Alcesti (vv. 922 ss.) fa dire all'eroina pronta alla morte che invece degli imenei e del peplo bianco la attendono lamenti e vesti nere. Entrambi i poeti insistono, dunque, sul particolare delle vesti bianche; tuttavia il tragediografo propone anche altrove (cfr. Eur., Hel. 1087s., 1186s.) i pepli bianchi in contrapposizione a quelli neri, simboli di lutto, per le eroine che si apprestano ad affrontare una morte prematura. Inoltre Esiodo parla genericamente di esthčs (ečsqh@v) "veste", mentre Euripide usa il termine pčplos (pe@plov), che designava la tunica semplice che le donne greche usavano sotto l'himation. Del tutto opposta č la testimonianza di Aristofane che nel Pluto (vv. 529 s.) allude ad un abito nuziale arricchito da un himation finemente ricamato, variopinto e forse di porpora. Il colore rosso, inoltre, torna anche in una testimonianza tarda: il romanziere Achille Tazio (Clit. II 11, 2), infatti, ci descrive la toletta di una sposa accennando ad una veste tutta rossa, con fasce dorate e ad una collana di pietre variopinte. Infine un altro romanziere, Caritone, parla di una veste milesia, un tipo di stoffa di lana molto sottile, e della corona nuziale. Se invece diamo uno sguardo ai vasi, che spesso rappresentano la preparazione della sposa, troviamo che la ragazza č di solito ricoperta da un himation riccamente ricamato, che spesso le fa anche da velo, ed ha una corona perlopių di fiori e non dorata, come invece č attestato nelle fonti letterarie. Č evidente, per concludere, che la sposa greca poteva scegliere come meglio le piaceva il suo abito nuziale; poteva infatti indossare una semplice tunica bianca o un ampio mantello variamente ricamato e colorato, una corona dorata o una intrecciata di fiori, ma nel suo abito nuziale non doveva mancare il velo, che aveva una precisa funzione rituale e che dopo le nozze veniva dedicato ad Era. Esso poteva essere corto e ricamato o poteva essere costituito dallo stesso himation drappeggiato intorno alla testa.

Riti prenuziali
Corona
I preparativi
La sposa

BIBLIOGRAFIA
  • R. Rehm, Marriage to death, Princeton 1994, pp.11-21, 141-142
  • Anne-Marie Vérilhac et C. Vial, Le Mariage grec, in BCH 32, pp.296-325
Fabiana Esposito
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