La Donna nel Mediterraneo
Editoriale
- L'istituto del matrimonio
le storie La storia
le storie Luoghi e popoli
le storie Le Parole
le storie Le storie
le storie Cronaca
- Immagini
legislazione Legislazione italiana
- Opinioni
- Materiale didattico
Marocco. Il codice di statuto personale

Il codice di statuto personale marocchino si chiama Mudawwana che significa "raccolta". Esso è stato approvato a seguito di una serie di decreti nel 1958. L'impostazione del codice è fedele al diritto di scuola malichita di tradizionale applicazione nel paese.
Il matrimonio è un patto per il quale «un uomo e una donna si uniscono in vista di una vita coniugale comune e durevole. Esso ha per scopo la costruzione di una vita basata sulla fedeltà, la purezza e il desiderio di procreazione e la fondazione, su solide basi e sotto la direzione del marito, di un ambiente che consenta ai coniugi di adempiere ai loro reciproci obblighi...» (art. 1).
Per la validità del contratto di matrimonio è richiesta la presenza di due notai, che attestino lo scambio delle dichiarazioni tra lo sposo o il suo rappresentante e il tutore della sposa e la determinazione del mahr.
Il tutore matrimoniale deve essere di sesso maschile, sano di mente e maggiorenne. La tutela matrimoniale è un diritto della donna, il tutore non può darla in matrimonio senza il suo consenso. La donna maggiorenne che non ha più il padre può concludere personalmente il contatto di matrimonio, o darne mandato a chi preferisce. La capacità al matrimonio si acquisisce per l'uomo al compimento del diciottesimo anno di età; per la donna al compimento del quindicesimo anno di età.
Esistono diversi impedimenti al matrimonio che vanno dalla parentela all'affinità alla differenza di religione.
È ammesso il matrimonio poligamico come prescritto nella sharia.
La novità del codice marocchino risiede nella possibilità, per la prima moglie, di includere nel contratto nuziale la clausola di monogamia: «La donna ha il diritto di chiedere al marito che si impegni nell'atto di matrimonio a non aggiungere un'altra moglie e a riconoscerle il diritto di chiedere lo scioglimento del matrimonio nel caso in cui tale impegno venga violato» (art. 31).
Qualora, il marito non dovesse rispettare la condizione prevista nel contratto, la questione sarebbe rimessa al giudice: «La prima moglie deve essere informata del desiderio del marito di sposarsi di nuovo; la seconda moglie deve essere informata che l'uomo è sposato con un'altra. La moglie può imporre al marito la condizione che non le sia imposta una co-moglie. In caso di inadempimento, la sorte del matrimonio è rimessa alla donna. La donna alla quale è imposta la co-moglie, se non aveva stipulato l'opzione, nel caso in cui il marito si risposi può sottoporre la questione al giudice che valuta il danno che le è derivato» (art. 30).

Gennaro Errichiello
Soluzioni informatiche Sibilla NetSibilla Net