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Libia. La legge sulla famiglia

La legge libica sulle disposizioni in materia di matrimonio e di divorzio è stata adottata nel 1984; inoltre limitate novità sono state introdotte dalla legge n. 22 del 1991 e dalla legge n. 9 del 1993.
In caso di lacuna, si giudica secondo i principi della Legge sacra dell'Islam, più in armonia con il testo della legge stessa. In questo caso il legislatore libico non rimanda ad alcuna scuola giuridica in particolare; in questo modo egli intende favorire un'interpretazione evolutiva del diritto islamico.
Il matrimonio è un patto fondato «sulla base dell'amore, della benevolenza e della serenità. Esso rende lecito il rapporto dell'uomo e della donna tra cui non vi è impedimento» (art.2). Il matrimonio risulta da atto pubblico o da sentenza del tribunale. Per la capacità matrimoniale si richiede la sanità mentale e la pubertà. La capacità sia del maschio che della femmina è completa al compimento del ventesimo anno di età. Il giudice, con l'assenso del tutore matrimoniale della sposa, può autorizzare il matrimonio anche prima per ragioni di utilità o di necessità accertate. Il tutore matrimoniale è il parente maschio per via esclusivamente maschile.
Egli non può costringere la ragazza al matrimonio contro la propria volontà.
Gli elementi richiesti per la validità del matrimonio sono: lo scambio dei consensi, la presenza di due testimoni musulmani puberi, sani di mente e maschi oppure di un uomo e di due donne e la determinazione del mahr. Per quanto riguarda gli impedimenti al matrimonio, una donna musulmana non può sposare un uomo non musulmano, il matrimonio con una donna non appartenente ad una delle religioni del Libro è proibito. La legge libica riconosce l'uomo capo della famiglia. La moglie deve interessarsi al «benessere del marito e al suo riposo fisico e spirituale» (art. 18. b). Inoltre in caso di indigenza del marito, se la donna possiede ricchezza, deve essere lei a provvedere al mantenimento della famiglia.
L'elemento innovatore della legge libica risiede nella limitazione del numero di mogli, in caso di matrimonio poligamico: essa limita il numero delle mogli a due, con l'opzione per la prima moglie di chiedere al giudice di sciogliere il matrimonio del marito con la seconda moglie.

Gennaro Errichiello
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