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Quando due persone che appartengono a due stati diversi vogliono sposarsi in Italia, quale legge devono seguire?

Quella della moglie, quella del marito oppure quella italiana ?
Gli Stati disciplinano le ipotesi in cui per qualsiasi motivo di carattere privatistico ci sia un contatto con la legge di un altro paese: dalla compravendita di una casa, alla successione per causa di morte, al matrimonio. Ogni Stato ha il suo diritto internazionale privato che stabilisce quale è la legge da applicare caso per caso.
In Italia la legge che regola questa materia è la L.218/95 che, per quel che riguarda il matrimonio, prevede:
  • I requisiti
    Le condizioni per contrarre matrimonio sono quelle previste dalla legislazione di ciascun nubendo al momento del matrimonio. Esistono tuttavia alcune norme dell’ordinamento italiano, definite ad applicazione necessaria che, per il loro oggetto e il loro scopo, devono essere considerate sempre applicabili. Una di queste norme è l’art.116 del codice civile laddove stabilisce che, anche per il matrimonio del cittadino straniero, si applicano i divieti stabiliti dagli art. 86, 87, 88 c.c. Questo significa che lo straniero che intende contrarre matrimonio in Italia deve rispettare da un lato le prescrizioni della propria legge nazionale dall’altro quelle indicate nell’art.116 c.c.(e quelle da quest’ultimo richiamate).
  • Diritti e doveri
    A seguito della celebrazione del matrimonio i coniugi diventano titolari di una serie di diritti e di doveri che possono essere suddivisi in rapporti patrimoniali e rapporti personali.


Come sono regolati?
Il diritto internazionale previgente, per quanto riguarda i rapporti personali tra i coniugi, prevedeva che, in assenza di una legge nazionale comune, dovesse prevalere quella del marito; con l’approvazione del nuovo diritto di famiglia (L.151/75) ispirato al principio costituzionale dell’uguaglianza morale e giuridica tra i coniugi queste norme vennero giudicate incostituzionali (Sentenza della Corte Costituzionale n.71 del 1987). La legge 218/95 recependo questo principio ha disposto all’art.29 che i rapporti personali tra i coniugi sono regolati:
  • dalla legge nazionale comune oppure
  • in caso di cittadinanze diverse dalla legge del luogo dove la vita matrimoniale è prevalentemente localizzata.
Si tratta di un criterio assolutamente nuovo per il diritto italiano.
Per quel che riguarda i rapporti patrimoniali tra i coniugi l’art.30 prevede che
  • sono regolati dalla legge che regola i rapporti personali
  • i coniugi possono stabilire per iscritto di riferirsi alla legge dello Stato di cui almeno uno è cittadino o in cui almeno uno risiede.


Francesca Saudino
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