La Donna nel Mediterraneo
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Sposarsi in Egitto

La vita quotidiana nelle interviste raccolte, in forma anonima, fra la popolazione.

A quale età si sposano le donne in Egitto?
Nell'Alto Egitto le donne si sposano all'età talora a 12 anni, talora prima della pubertà, anche se la legge vieta il matrimonio fino a 16 anni: ma la legge è aggirata con sotterfugi e complicità remunerate. Mediamente il matrimonio avviene attorno ai 16 anni.

Perché così presto?
La donna deve diventare madre molto presto, pena il rigetto sociale. È una tradizione che mescola l'islàm con i costumi del Paese. In media le donne del Sud hanno 5 figli, mentre in città le famiglie hanno una media di 3 figli.

Ma con questo ritmo crescono vertiginosamente la popolazione e i problemi sociali…
Infatti, la natalità è alta . Si calcola un incremento di popolazione di circa 1,5 milioni all'anno (cioè circa il 2-2,5%/anno). La famiglia è molto tradizionale.

Che cos'è il matrimonio "orfì "?
Il problema del sesso fra i giovani è acuto. Data la mentalità 'giuridica' islamica, i giovani hanno inventato il cosiddetto matrimonio orfì. Cioè, i due giovani si sposano davanti a due testimoni, e viene stilato un documento, che resta nelle mani del marito. Non è versato il dono nuziale alla moglie, e i due continuano a vivere separati, nelle rispettive famiglie. I genitori non ne sanno nulla. Ma dal punto di vista psicologico, i due giovani ritengono leciti i loro rapporti sessuali.

È un matrimonio valido per la società?
Questo è il punto! La religione islamica lo considera nullo, perché contrasta con i principi della sharia: non ha il consenso delle famiglie né l'autorizzazione dei padri, è segreto, non viene pagato il mahr (dono nuziale), i due non coabitano ecc. Dal punto di vista sia religioso che sociale, questi matrimoni sono aleatori. Il rischio ricade completamente sulla donna, che può essere abbandonata senza possibilità dimostrare il legane precedente. Così mette a rischio la sua verginità, assolutamente richiesta nel caso di primo matrimonio e non può reclamare il 'mantenimento' in caso di separazione. Oltre ai rischi per la propria incolumità fisica.

Perché allora ricorrere a questo stratagemma? Quali rischi corre la donna?
In sostanza questo matrimonio è un sotterfugio di ordine psicologico-morale, per avere rapporti sessuali 'legittimi'. Ha la funzione di tacitare la coscienza dei giovani di fonte alla sharia e socialmente rispecchia una difficile situazione economica di buona parte dei giovani. Essi non hanno soldi per provvedere ad una casa per la propria famiglia. Quanto ai rischi della donna, soprattutto nella campagna capita ancora che la ragazza non-vergine, scoperta all'atto del matrimonio, sia respinta dal marito e uccisa dalla propria famiglia, che lei ha disonorato! Le cittadine hanno qualche opportunità in più. La famiglia dilapida il patrimonio, se necessario, per ricorrere alla reintegrazione chirurgica dell'imene, in costose e defilate cliniche private.

Torniamo al problema della casa…
Al marito esclusivamente, secondo la legge islamica, spetta l'onere dell'acquisto o dell'affitto della casa e del mantenimento della donna e dei figli, anche se questa lavora. Stante i bassi salari e il costo dell'acquisto, o dell'affitto, della casa, il matrimonio viene rinviato per lunghi anni. Una misera casa, il minimo per vivere, costa circa 5 mila dollari e altri 5 mila dollari servono per arredarla. Molti giovani, soprattutto al Sud, non arriveranno a sposarsi. Con lo stipendio medio, un lavoratore deve fare economia almeno dieci anni per comperare o affittare una casa. Infatti il padrone di casa si cautela, chiedendo all'affittuario l'anticipo esattamente di 5 mila dollari.

Insomma, la vita della famiglia è molto costosa…
Certamente. Anche perché le nascite sono ancora alte. La contraccezione è diffusa, di ogni tipo, e molto propagandata dallo Stato. Tuttavia la natalità è alta. Appartiene alla mentalità di questi popoli avere molti figli. Inoltre, come detto, la donna nell'islàm è soprattutto 'madre'.

Quali sono i problemi aperti nella famiglia?
I problemi più sentiti dai giovani sono due. Anzitutto quello economico, di cui abbiamo parlato. Poi la scelta del coniuge. Capita spesso che due giovani siano designati al matrimonio dalle loro rispettive famiglie, ma che non desiderino formare una coppia. Oggi i genitori si preoccupano di sposare il figlio/a con una persona ricca. Nella città, i giovani hanno la possibilità di rifiutare il matrimonio, anche se questo creerà loro molti problemi col proprio padre. Ma ciò che è assolutamente inconcepibile è sposarsi senza il consenso previo del padre, la qual cosa genera la rottura completa dei rapporti familiari. Oltre alla sessualità extraconiugale, i genitori devono fronteggiare problemi inattesi degli adolescenti, come il fumo, la droga, la pornografia.

Debora Avolio
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