La Donna nel Mediterraneo
Editoriale
- L'istituto del matrimonio
le storie La storia
le storie Luoghi e popoli
le storie Le Parole
le storie Le storie
le storie Cronaca
- Immagini
legislazione Legislazione italiana
- Opinioni
- Materiale didattico
Glossario latino

Affectio maritalis: con quest'espressione s'indicava la volontà di entrambi i coniugi di abitare insieme. Il venir meno di tale volontà, anche da parte di uno solo dei coniugi, portava automaticamente allo scioglimento del vincolo nuziale.

Coniugium: derivato dal verbo coniugere "unire" è vocabolo proprio del lessico giuridico ed indica l'unione stabile e duratura tra marito e moglie. In latino, tuttavia, esistono altri termini che, sia pure con sfumature diverse, sono adoperati per indicare il matrimonio. In particolare si ricordano nuptiae e matrimonium. Il primo vocabolo, ricollegabile dal punto di vista etimologico alla radice nub- (cfr. nubo "prendere il velo da sposa" e conubium) si riferisce più specificamente ai riti ed alla cerimonia nuziale. Il termine matrimonium, composto dal vocabolo mater e da -monium, suffisso proprio della sfera giuridica, indica invece la "condizione legale di maternità".

Conubium: era la reciproca capacità matrimoniale e con l'affectio maritalis costituiva la condizione fondamentale perché un matrimonio potesse essere definito iustum, legittimo. Il conubium nasceva dall'antichissima esigenza in base alla quale i matrimoni dovevano aver luogo solo tra i membri della medesima comunità culturale ed inizialmente era estremamente limitato: infatti, non potevano avvenire nozze tra Romani e stranieri né tanto meno tra patrizi e plebei. Questa situazione, tuttavia, andò progressivamente modificandosi, attraverso una serie di fondamentali provvedimenti legislativi, primo fra tutti la Lex Canuleia che nel 445 a. C. consentì le nozze tra patrizi e plebei.

Dos: L’istituto della dote (dos) consisteva in una certa quantità di beni che la famiglia della donna attribuiva al marito, in occasione del matrimonio. Presente nel matrimonium cum manu, permase anche in quello sine manu, come contributo della donna alle spese familiari.

Manus maritalis: era l'autorità (rapportabile, sia pur con qualche differenza, alla patria potestas) che il marito acquistava sulla moglie al momento del matrimonio. Attraverso la manus, il marito assumeva pieni poteri sulla moglie che, a sua volta, recideva ogni legame di tipo giuridico con la famiglia d'origine ed entrava a far parte di quella del marito, assumendo lo status di figlia di famiglia.

Trinoctii usurpatio: provvedimento legislativo connesso all'usus, in base al quale, se una donna, durante l'anno di convivenza, lasciava la casa maritale per tre notti consecutive, il marito non poteva esercitare su di lei la manus.

a cura di Rosaria Luzzi
Soluzioni informatiche Sibilla NetSibilla Net