La Donna nel Mediterraneo
Editoriale
- L'istituto del matrimonio
le storie La storia
le storie Luoghi e popoli
le storie Le Parole
le storie Le storie
le storie Cronaca
- Immagini
legislazione Legislazione italiana
- Opinioni
- Materiale didattico
La poligamia e le donne

Il codice di statuto personale della Giordania ammette l'istituto della poligamia. Un uomo può avere fino a quattro mogli, ma deve garantire loro, e ai figli che nascono, le stesse condizioni economiche e lo stesso trattamento morale, così come stabilisce la legge coranica. La moglie non può vietare al marito di prendere una seconda moglie, ma può inserire nel contratto matrimoniale una clausola secondo la quale, nel caso in cui il marito dovesse decidere di prendere una seconda moglie, ha il diritto di divorziare non perdendo i propri diritti. E' raro però che le donne, soprattutto delle classi sociali più basse, inseriscano questa clausola nel contratto di matrimonio.

In realtà in Giordania la poligamia non è molto praticata, e molte delle ragazze con cui ho parlato, durante la mia ricerca sul campo nell'estate del 2000, si sono rivelate contrarie ad accettare un matrimonio poligamico. Tuttavia ho conosciuto delle donne che invece vivevano questa condizione. Era evidente che non erano contente del loro stato, ma lo avevano accettato con rassegnazione, e, comunque, lo preferivano allo stato di mutallaqah (divorziata). Questa passiva rassegnazione della donna agli usi e ai costumi imposti dalla società è fortemente raccontata e denunciata dalle scrittrici arabe di oggi, fra i cui temi vi è anche e soprattutto quello del matrimonio-proprietà, inteso come negazione della libera volontà femminile e passiva accettazione della donna stessa al destino impostole dalla società.
In particolar modo ricordiamo la scrittrice libanese Hanan ash-Shaykh che, nel racconto "Wardat-al-sahra" (La rosa del deserto), affronta lo spinoso problema della poligamia visto dalla prima moglie, e interpreta così i suoi sentimenti:
"Tutto era successo quando lui era tornato con la madre da Damasco, dove la donna era stata ricoverata, e le aveva rivelato di aver preso un'altra moglie, l'infermiera di sua madre. Allora si era accontentata di gridare, aveva lanciato un urlo, dopodiché aveva taciuto e lui non aveva fatto più sentire la sua voce. Poi aveva semplicemente preso l'abitudine di chiudere la sua stanza, ogni sera..." .

Debora Avolio



Camera D'Afflitto, "La donna araba e l'emancipazione: modello importato o via islamica?", 1996, in Seminario interdisciplinare di studi sulle donne: Donne e proprietà, Napoli, p. 218:
Soluzioni informatiche Sibilla NetSibilla Net