La Donna nel Mediterraneo
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Il matrimonio dell' "ereditiera"

Iscrizioni contenenti testi giuridici (particolare)
rinvenute a Gortina nel 1884
Datazione: fine VII inizio VI sec. a.C.
Collocazione: Roma, Accademia dei Lincei
Nell'età classica, la donna cessava di essere "proprietà" del padre o di chi ne faceva le veci per passare sotto l'autorità del marito. Tale condizione poteva essere solo modificata, dal punto di vista dell'amministrazione familiare, se la moglie era epiclera, cioè figlia ereditiera di padre senza prole maschile. In questo caso la famiglia della moglie si continuava in essa e il marito entrava a farne parte, almeno se anche il marito non era l'unico ad avere il dovere di continuare la sua propria famiglia paterna. L'epiclera non poteva contrarre matrimonio senza l'autorizzazione giudiziaria formulata, dopo inchiesta, da un arconte, e tale condizione di epiclerato si estendeva anche al caso di due o più sorelle se erano ereditiere senza fratelli. L'epiclerato aveva quindi conseguenze religiose e patrimoniali: infatti i suoi parenti avevano interesse a che l'ereditiera non sposasse un estraneo e la legge le imponeva di sposare il suo parente più stretto. Spesso, quindi, accadeva che un'ereditiera fosse contesa da più aspiranti, ciascuno dei quali asseriva di essere il suo parente più stretto. Il diritto ateniese risolveva la questione "aggiudicando" la donna a quello tra i "litiganti" che avesse dimostrato di essere a lei legato dal rapporto di parentela più stretto, questa azione giudiziaria era chiamata "epidikasia".
L'interesse del gruppo familiare a che il patrimonio non finisse in mani estranee aveva determinato un'altra regola ancora più singolare: ad Atene se l'ereditiera era già sposata e non aveva ancora avuto figli - cosa che l'avrebbe legata indissolubilmente alla famiglia del marito - il parente più stretto aveva il diritto di interrompere il suo matrimonio, esercitando l'aphairesis, cioè l'atto con cui di solito il padre poteva interrompere il matrimonio della figlia sulla base di motivazioni perlopiù patrimoniali. A Sparta, invece, l'erditiera, detta "patrouchos" o "epipamatis", poteva essere sposata da un parente solo se non era ancora sposata, mentre a Gortina poteva rifiutare il matrimonio con il parente, donandogli metà del suo patrimonio.

Bibliografia
Eva Cantarella, L'ambiguo malanno, Milano 1995
M. A. Levi, La Grecia antica, UTET, Torino 1963
Sarah B. Pomeroy, Donne in Atene e a Roma, Torino 1978.

Fabiana Esposito
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