La Donna nel Mediterraneo
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Effetti del matrimonio: rapporti personali tra coniugi

Pagato il dono nuziale, la moglie si trova sottoposta legalmente al marito. Al marito spetta la potestà maritale (isma), in virtù di una superiorità naturale di un sesso sull'altro. Infatti, il Corano dice: «...Esse agiscano coi mariti come i mariti agiscono con loro, con gentilezza; tuttavia gli uomini sono un gradino più in alto...» (Cor. 2, 228). Ecco perché la moglie deve obbedienza al marito.

In virtù della potestà maritale, il marito è titolare di una serie di diritti:
  1. La moglie deve abitare con lui.
  2. La moglie lo deve seguire ovunque egli voglia trasferire la sua dimora, salvo clausole contrarie stabilite nel contratto nuziale o speciali circostanze del caso.
  3. La moglie non deve uscire dal domicilio coniugale senza il consenso del marito.
  4. La moglie non deve mostrarsi in pubblico senza velo.
  5. La moglie non deve ricevere estranei in casa, salvo i parenti stretti con cui è vietato il matrimonio e i fanciulli di età inferiore ai sette anni.
Rispetto al rapporto coniugale, la donna, in virtù del contratto nuziale, deve concedersi al marito; il marito è in diritto di esigerlo. La donna non può sottrarsi al rapporto senza incorrere nella perdita degli alimenti e anche nella risoluzione del vincolo nuziale, a richiesta del marito.

Dal canto suo, la moglie può negarsi al marito:
  1. Se è malata o incinta.
  2. Se il marito non ha pagato il dono nuziale o quella parte del dono esigibile in contanti.
  3. Se si trova in pellegrinaggio o nel periodo mestruale.
Il marito è tenuto a compiere i suoi doveri coniugali e la moglie può, qualora egli si astenga volontariamente e senza giusta causa, chiedere il ripudio. Alla donna spettano le faccende domestiche: questa è la forma di obbedienza che ella deve al marito. Qualora ella si rifiutasse, il marito avrebbe il diritto di ripudiarla. Il marito ha diritto di correzione sulla moglie.

Il Corano dice: «Gli uomini sono preposti alle donne, perché Dio ha prescelto alcuni esseri sugli altri e perché essi donano dei loro beni per mantenerle; le donne buone sono dunque devote a Dio e sollecite della propria castità, così come Dio è stato sollecito di loro; quanto a quelle di cui temete atti di disobbedienza, ammonitele, poi lasciatele sole nei loro letti, poi battetele; ma se vi ubbidiranno, allora non cercate pretesti per maltrattarle…» (Cor. 4, 34).
Ai diritti del marito corrispondono una serie di doveri, in quanto egli è il capo della famiglia.

Gennaro Errichiello
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