La Donna nel Mediterraneo
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Definizione del matrimonio islamico

Nell'Islam la famiglia è un'istituzione divina e il matrimonio (nikah) l'unica forma legittima di unione tra i sessi. Il Corano e la Sunna raccomandano con insistenza il matrimonio come unico mezzo per assicurare la moralità privata, la pace sociale e moltiplicare il numero dei credenti. Il Corano dice: «E unite in matrimonio quelli fra voi che son celibi e gli onesti fra i vostri servi e le vostre serve; e se saran poveri certo Dio li arricchirà della sua grazia...» (Cor. 24, 32).
Il matrimonio è un dovere religioso e civile per il musulmano, il quale:
  1. E' in grado di pagare un dono nuziale.
  2. Ha i mezzi per mantenere una famiglia.
  3. Tema, perseverando nel celibato, di cadere in tentazione.
Il futuro sposo deve chiedere la mano della futura sposa al suo curatore matrimoniale (wali), cioè al parente più prossimo nella linea maschile, di solito la richiesta viene fatta attraverso un intermediario khatrib.
È vietato chiedere in matrimonio:
  • La donna già fidanzata ad un'altra persona, salvo che questi sia un non-musulmano o una persona dalla condotta immorale.
  • La donna che si trova nel periodo di ritiro legale (idda) sia per vedovanza sia per ragioni di ripudio.
Il futuro sposo, o l'intermediario, hanno diritto di vedere il viso e le mani della futura sposa, prima di concludere. Al curatore matrimoniale e al mediatore è fatto obbligo di menzionare i difetti della loro parte rappresentata, salvo che questi possano ledere la sua reputazione. Tali difetti vanno taciuti o indicati velatamente, sconsigliando il matrimonio a chi vorrebbe contrarlo. La promessa di matrimonio non crea vincolo giuridico né conferisce azione in caso di inadempienza; a meno che la consuetudine del luogo o speciali circostanze del caso siano tali da dare a quella promessa carattere obbligatorio.

Gennaro Errichiello



Se manca quest' ultimo motivo, il matrimonio non è più un dovere, ma è sempre un atto lodevole e meritorio soprattutto se finalizzato alla procreazione e a moltiplicare il numero dei credenti. Invece, è riprovevole per chi non ha un mestiere o un altro modo di guadagnarsi da vivere, ed è un peccato per chi è impotente a generare o non sia in grado di mantenere la moglie.
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